Correzione fraterna

mercoledì 6 settembre 2017

Mt 18, 15-20

Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.

Chi è il fratello per un cristiano? È solo la relazione sanguinea che mi fa dire che l’altro è mio fratello? L’evangelista Matteo in questo brano del Vangelo dà una connotazione più ampia al termine fratello, adelphós, per indicare colui che è in relazione con altri grazie alla sua fede in Gesù: quindi fratelli sono tutti i cristiani che fanno la volontà del Padre. Se viene meno questa relazione occorre intervenire per aiutare l’altro a rimediare; è importante perciò accompagnare e sostenere i fratelli nel momento dello sbaglio, dell’errore e del peccato.
In questo brano del vangelo, non si fa riferimento a un peccato specifico, proprio perché qualsiasi tipo di peccato deve essere motivo di dialogo e riconciliazione con il fratello. L’ammonimento non deve essere inteso più come un attacco critico ma come un aiuto all’altro.
Inoltre, l’evangelista ci invita a riprendere il fratello prima personalmente, poi, se questo non basta, coinvolgendo altri fratelli, per dirci che non basta tentare la riconciliazione una volta solamente ma che la proposta deve essere ripetuta fino a quando non viene riallacciato il rapporto originale.
«Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»: con questa frase Gesù dichiara di farsi presente in mezzo a quanti, sintonizzati tra loro, si riuniscono nel suo nome. Una Chiesa che testimonia la coerenza, incoraggia e supporta il cambiamento e la conversione anche attraverso la preghiera, diventando il luogo privilegiato della presenza di Dio sulla terra.
Chi è dunque il cristiano feriale? Colui che ammonisce e cerca riconciliazione o colui che chiude i rapporti con il fratello?

(da “Una comunità in ascolto di Matteo” – a cura degli insegnanti di religione cattolica della diocesi)