A chi tocca l’iniziazione cristiana?

lunedì 18 aprile 2016

Si svolgerà mercoledì 20 aprile prossimo la formazione per i Consigli Pastorali Parrocchiali della diocesi, allargata ai catechisti disponibili al rinnovamento dell’iniziazione cristiana.
Alle 20.30 presso l’accogliente parrocchia di S. Nicolò a Monfalcone, don Giuseppe Laiti di Verona ci aiuterà ad allargare le nostre prospettive su una prassi precisa della comunità cristiana: i soggetti coinvolti nell’iniziazione cristiana.
A chi tocca l’iniziazione cristiana?

Su quale argomento verterà il prossimo aggiornamento per i Consigli Pastorali Parrocchiali e i presbiteri della diocesi?

Il tema è attualissimo, perché riguarda le figure che devono essere coinvolte nell’iniziazione cristiana operata da una comunità. Il titolo dell’incontro è il seguente: “L’iniziazione cristiana come opera ecclesiale: il coinvolgimento dei genitori e dei diversi soggetti della comunità nella generazione dei nuovi cristiani”.

Non è una questione inutile? Il responsabile dell’iniziazione cristiana non è il parroco con la catechista?

In realtà il responsabile primo è il Vescovo. Far diventare cristiano un essere umano poi, adulto o ragazzo che sia, è espressione della maternità della Chiesa intera. Per questo motivo questa azione richiede una pluralità di figure. La Chiesa infatti parla di “iniziazione cristiana” e non solo di “catechesi”: “iniziare” qualcuno significa inserire una persona in una vita, in una comunità, in un mondo diverso, non è solo una questione di lezioni a tavolino che potrebbero essere impartite da una singola catechista-insegnante. Un indice di questo fatto è la richiesta dei “padrini” nel Battesimo e nella Confermazione.

 Questo non rende ancora più complicata l’iniziazione cristiana? È già fatica trovare un catechista, figuriamoci altre figure.

In pratica invece potrebbe renderla più semplice e ariosa. Se ci concentriamo su un “catechista-tutto-fare-che-tutto-deve-sapere”, allora trovare figure simili è sempre più difficile. Se invece immaginiamo il catechista come persona che ha chiaro un percorso, ma diventa attivatore di altre figure, come ad esempio i genitori, dei testimoni semplici di vita cristiana quotidiana, il presbitero e via dicendo, scavando dentro e fuori la comunità parrocchiale, allora tutto può diventare più semplice.

 Ma in questo modo non si perdono dei contenuti importanti del Vangelo e della dottrina?

Se immaginiamo l’iniziazione cristiana come passaggio di contenuti teorici certamente. Se invece sentiamo l’iniziazione cristiana come è veramente, inserimento vitale in una vita e in una comunità, allora i contenuti verranno passati attraverso l’incontro con la vita reale delle persone. Certo sarà poi necessaria una sistemazione che faccia sintesi di ciò che i ragazzi o gli adulti avranno “visto e udito”.

 Coinvolgendo altre figure oltre alla catechista, non si crea confusione nella testa dei ragazzi?

Al contrario. Del resto una semplice verifica empirica sull’importanza delle diverse figure nel cammino verso i sacramenti dell’iniziazione cristiana la possiamo attuare anche da soli: a volte, di due anni di cammino i ragazzi delle cresime ricordano più facilmente l’intervento di un solo testimone che le tante prediche della fedele generosa catechista.

Per quale motivo queste “novità”?

Per fortuna non sono novità, ma prassi ordinaria richiesta da quasi mezzo secolo dalla Chiesa Italiana. Basta sfogliare la matrice di ogni iniziazione cristiana, il Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti (RICA), per rendersi conto di ciò e trovare ispirazione su come coinvolgere le diverse figure nella comunità cristiana. Ad esempio, a chi si avvicina per la prima volta alla comunità cristiana è richiesto di venire “accompagnato” da un cosiddetto “garante”. Quindi non da solo, già all’inizio, la Chiesa chiede di tessere delle relazioni attorno al soggetto dell’iniziazione cristiana.

 

Il problema però sono i genitori, spesso lontani dalla Chiesa, se non dal Vangelo…

Molti operatori pastorali purtroppo la pensano così, diventando quasi astiosi nei confronti delle famiglie, dimenticando però che sono proprio quei genitori “lontani” ad aver accompagnato i figli consegnandoli con immensa fiducia nelle braccia della comunità cristiana. Trattandoli come un “problema”, si aumenterà la distanza e la freddezza degli adulti verso la comunità. La Chiesa ci dice invece che i genitori per primi sono una vera risorsa, non solo perché hanno chiesto i sacramenti per i figli, ma per la vita di cui sono portatori.

Dove e quando si svolgerà l’incontro per i Consigli Pastorali Parrocchiali?

L’incontro si svolgerà mercoledì 20 aprile prossimo per i Consigli Pastorali Parrocchiali della diocesi, allargato ai catechisti disponibili al rinnovamento dell’iniziazione cristiana. Alle 20.30 presso l’accogliente parrocchia di S. Nicolò a Monfalcone, don Giuseppe Laiti di Verona ci aiuterà ad allargare le nostre prospettive sui soggetti coinvolti nell’iniziazione cristiana.

 Sarà l’ultimo incontro di formazione?

L’ultimo incontro, il 25 maggio, invece, sarà probabilmente il più importante. Porterà a conoscenza di tutti il risultato dei laboratori diocesani attuati in questi mesi tra le parrocchie disponibili, guidate da fra’ Luigi, direttore dell’UCD, e dalla Commissione diocesana per la catechesi: verranno offerti materiali, percorsi, schede da realizzare in parrocchia per il rinnovamento dell’iniziazione cristiana, anche a Gorizia, finalmente.