A cosa mira l’attività dell’oratorio?

mercoledì 11 luglio 2018

La meta ultima di ogni attività educativa nella comunità cristiana è che ciascuno possa incontrarsi personalmente con Gesù vivo e possa scegliere di vivere la vita come risposta alla sua chiamata. L’educazione cristiana ha sempre una dimensione vocazionale.
Anche l’oratorio pertanto mira a far scoprire che la vita è un dono che porta in sé il progetto stupendo di Dio a cui siamo chiamati a rispondere. Questa scoperta passa soprattutto attraverso l’accompagnamento nella crescita e la testimonianza di vita data dagli educatori.
Il dono più grande che si può fare ad un ragazzo è aiutarlo a scoprire che la vita è risposta a una vocazione, aiutandolo a vedere che il suo cammino di sequela di Cristo va realizzato concretamente in uno stato di vita. Si fa un dono ad un ragazzo se si mostra che c’è una chiamata alla santità e lo si aiuta a confrontarsi con delle proposte esigenti.
Quindi tutte le attività dell’oratorio costituiscono delle occasioni proficue per far maturare un adeguato senso vocazionale.
Chiaramente questo deve essere fatto nell’ottica della gradualità, rispettando le tappe di crescita, ma anche tenendo fisso lo sguardo sulla meta finale.
L’esperienza di gruppo e l’ambiente accogliente che i ragazzi vivono in oratorio favoriscono il raccordo tra la fede e la vita che è indispensabile per avere dei cristiani maturi.
Chiaramente questo non significa che in oratorio ci vanno sono ragazzi cristiani, anzi gli oratori sono più spesso abitati da giovani appartenenti ad altre culture e religioni… questo fatto deve crescere la capacità di accoglienza senza venire meno all’identità del luogo e alla peculiarità della proposta educativa improntata ai valori cristiani.
Si tratta di nuove e preziose occasioni di dialogo e di evangelizzazione.