Francesco Filippo dei Conti d’Inzaghi (1788 – 1816)

venerdì 22 gennaio 2016

InzaghiLa figura di Francesco Filippo d’Inzaghi apre una serie di presuli appartenenti all’area sloveno-tedesca dell’Impero (Carniola, Carinzia, Stiria), già appartenente alla diocesi patriarcale e poi a quella goriziana.

Nato a Graz il 25 maggio 1731, dopo gli studi in questa città, fu alunno del «Germanico» a Roma; preposito di Nikolsburg-Mikulov in Moravia, visse il clima della “Chiesa imperiale» («Reichskirche»), con il suo spirito razionalista ed antiromano. Vescovo di Trieste nel 1775, venne nominato vescovo di Gradisca nel 1788 ma risiedette sempre a Trieste mentre la Curia funzionava a Gorizia. Morto l’imperatore Giuseppe II, il 12 settembre 1791 venne ripristinata la diocesi di «Gorizia ossia Gradisca» (comprendente i territori poi divenuti tradizionali), di cui lo stesso d’Inzaghi fu nominato vescovo.

Oltre alla grave crisi dovuta alla politica giuseppinista ed alle variazioni istituzionali, la diocesi soffrì per le travagliate vicende dell’epoca (nel 1797 il vescovo abbandonò la città all’arrivo di Napoleone); la direzione pastorale del presule soffrì di chiarezza e d’indecisione, aggravate dalle condizioni di instabilità politica e dagli influssi rivoluzionari. Il d’Inzaghi, pur senza opporsi alla linea imperiale con le sue interferenze anche nella prassi pastorale, si sforzò di rianimare e riorganizzare la vita religiosa e la situazione ecclesiastica in diocesi (riaprì e rese autonomo il santuario di Monte Santo). Già anziano, egli cercò di inserirsi nella ripresa successiva all’epoca napoleonica, lavorando anche per recuperare a Gorizia il proprio Seminario. Morì ottantacinquenne il 3 dicembre 1816.