Francesco Saverio Luschin (1835 – 1854)

venerdì 22 gennaio 2016

luschinNato da famiglia slovena a Tainach – Tinje in Carinzia il 3 dicembre 1781, compì gli studi a Klagenfurt (diocesi di Gurk), dove venne ordinato sacerdote il 26 agosto 1804. Di notevolissime qualità intellettuali, fu a lungo insegnante di scienze bibliche ed orientali presso la facoltà teologica dell’università di Graz; quindi, nel 1820, consigliere provinciale nel governo del Tirolo, dove acquisì una grande esperienza di governo e di conoscenza politico – amministrativa.

Nel 1824 divenne principe -vescovo di Trento, di cui fu apprezzato pastore per dieci anni, lasciando vasta traccia di qualità personali e di azione rinnovatrice. Nominato arcivescovo di Leopoli (e primate del regno di Galizia), dopo un solo anno di presenza in tale sede, il 6 aprile 1835 veniva trasferito a Gorizia, dove entrò il 17 settembre dello stesso anno.

La sua linea pastorale favorì una notevole crescita dei vari aspetti della vita religiosa in diocesi: nel 1843-1844 si realizzò l’ampliamento del «Seminario Centrale» nelle forme ancora attuali; nel 1846 egli chiamò a Gorizia le Suore di Carità, a cui vennero affidati il nuovo ospedale femminile e la Casa di ricovero; favorì la cura dei sordomuti e svolse una particolarissima attività caritativa, in difficili anni di carestie e guerre, che lo rese ancora più popolare e venerato fra il popolo.

La sua personalità religiosa e la sua attività pastorale, che si espressero anche in presenze civili e culturali particolarmente stimate, segnarono un notevole passo in avanti del suo episcopato rispetto a quelli dei vescovi precedenti, collegandosi chiaramente alle caratteristiche del primo arcivescovo d’Attems.

Nel 1836 al titolare della sede arcivescovile venne restituito il titolo di Principe dell’Impero (che perdurò fino alla rinuncia del suo uso da parte dell’arcivescovo Ambrosi).

L’arcivescovo Luschin morì a Gorizia, fra l’unanime compianto, il 2 maggio 1854.