Rodolfo Giuseppe dei Conti d’Edling (1775 – 1784)

venerdì 22 gennaio 2016

EdlingRodolfo Giuseppe dei Conti d’Edling, anch’egli di antica nobiltà goriziana (nato a Gorizia il 1° agosto 1723), formato alla solida tradizione gesuitica del Collegio Germanico-Ungarico di Roma, canonico di Aquileia a 25 anni, divenne nei 1752 decano del nuovo Capitolo metropolitano di Gorizia.

Avviato dall’arcivescovo d’Attems alla corresponsabilità nella guida della diocesi quale suo coadiutore – vescovo titolare di Cafarnao nel 1770 – alla di lui morte ne proseguì le direttive e lo spirito, forse con minore personalità, ma con fedele continuità nell’animazione della vita diocesana. Un lavoro ben avviato che venne prima ostacolato e poi interrotto dall’insorgere dei problemi indotti dalle riforme di Giuseppe II (successore nel 1780 della madre Maria Teresa alla guida dell’Impero). L’arcivescovo si rifiutò di promulgare l’«Editto di tolleranza» e si oppose al dirigismo statale onnipotente all’interno della Chiesa austriaca, fornendo un raro esempio di coraggio apostolico. Le conseguenti vessazioni imperiali raggiunsero il culmine quando, in occasione del passaggio per Gorizia di Pio VI (1782), l’imperatore impedì al presule di incontrare il Pontefice e si conclusero con la forzata rinuncia alla sede da parte dell’arcivescovo nel 1784.

D’Edling risiedette a Roma, finché nel 1787, l’imperatore lo relegò in domicilio coatto a Lodi, dove visse venerato per la sua pietà e carità, e vi morì l’8 dicembre 1803. Le sue spoglie vennero trasportate a Gorizia nel 1959 e deposte nella cripta della chiesa metropolitana.

Dopo quattro anni di «vacanza», nel corso del riordino delle circoscrizioni ecclesiastiche, la giovane arcidiocesi goriziana venne soppressa con la Bolla «In universa Gregis Dominici» (8 marzo 1787). Il territorio della Contea fece parte della nuova diocesi di Gradisca eretta il 20 agosto 1788 – comprendente anche il territorio delle diocesi di Trieste, Pedena e parte delle diocesi di Parenzo e Pola -, suffraganea di Lubiana, mentre la gran parte dei territori già componenti la diocesi goriziana passò alle diocesi di Lubiana, Seckau, Gurk, Laviant e Bressanone.