Ascensione del Signore

martedì 28 maggio 2019

At 1,1-11; Eb 9,24-28;10,19-23; Lc 24,46-53

Si chiude il Vangelo di Luca con Gesù che si stacca da terra e sale in cielo. La nuova pagina sarà la prima degli Atti degli apostoli, gli atti della Chiesa, comunità e segno della nuova presenza del Risorto. Riassunta in poche parole la sua vicenda terrena, Gesù mostra l’apertura universale ed escatologica della missione della Chiesa che, nel suo Nome, annuncerà conversione e perdono. L’ascensione è segno di assoluta bellezza e densità; è affidata ai testimoni con il dono dello Spirito, da loro portata da Gerusalemme sino ai confini della terra e tutta raccolta nella Passione e Risurrezione di Gesù.
L’ascensione è evento pasquale. Apre le menti all’intelligenza delle Scritture – che finalmente trovano tutte pienezza di significato e spiegazione nella morte-resurrezione del Cristo – come il sepolcro si è aperto alla vita risorta di Gesù. Anche la conversione e il perdono sono segni della Pasqua perché sono l’esperienza della morte-risurrezione operata in coloro che hanno ascoltato e accolto quelle Parole. È Pasqua, infine, anche il soffio dello Spirito Santo, che la consegna al cuore e alla vita dei discepoli che ne saranno testimoni.
Nelle immagini antiche il Signore è spesso rappresentato con mani aperte eccezionalmente grandi, per mostrare i segni della passione ma anche per benedire: Gesù è l’assoluta benedizione di Dio alla quale si può rispondere solo restituendo benedizione per benedizione. La giornata del fedele israelita è tutta segnata da benedizioni rivolte a Dio. Anche Gesù si stacca ma lascia la sua benedizione: è il segno forte della sua presenza. È la prima volta che il Signore benedice gli Apostoli e benedire sempre è l’eredità che ci ha lasciato. Ciò che consola i discepoli è che capiscono la perfetta comunione fra Padre e Figlio.
Oggi il Vangelo dell’ascensione ci mostra tre pilastri della nostra fede: il congedo di Gesù da noi, il suo permanere con noi e l’attesa del dono dello Spirito che porterà a tutte le genti l’annuncio del Signore.