Che cosa la storia dell’oratorio può dirci oggi?

martedì 5 giugno 2018

Il motivo per cui gli oratori nascono nella storia diventa stimolo per pensare in modo creativo i bisogni educativi di oggi.
Gli oratori nascono dal desiderio di dare una risposta a dei bisogni specifici: per sostenere le precarie condizioni spirituali della gioventù cinquecentesca di Roma per San Filippo, l’esigenza di scolarizzazione e educazione cristiana per la diocesi ambrosiana nell’attuazione del Concilio di Trento, l’incontro di don Bosco con ragazzi “abbandonati e pericolanti”, spesso precocemente incarcerati…
Gli oratori però non solo servono al recupero, all’istruzione e all’assistenza, ma diventano anche il luogo dove valorizzare i linguaggi e le sensibilità giovanili promuovendo musica, teatro, gioco, sport e festa come occasione di formazione umana, culturale e spirituale, che poi diventa anche prevenzione sociale. Queste attività non sono solo strumentali all’educazione religiosa, ma servono soprattutto all’educazione alla relazione e alla responsabilità.
Sono soprattutto le relazioni affidabili che permettono l’uscita da sé e l’apertura verso Dio, e quindi la scoperta della propria vita come risposta ad una chiamata.
Oggi gli oratori possono essere sempre più i “ponti tra la Chiesa e la strada” come diceva il Santo Giovanni Paolo II.
L’oratorio può essere luogo di accoglienza e di dialogo dove ci si può incontrare tra l’istituzionale e l’informale.

Don Nicola Ban