Com’è strutturato l’anno propedeutico del Seminario?

mercoledì 15 novembre 2017

A coloro che si domandano se diventare sacerdoti può essere la propria vocazione, e si trovano nell’anno propedeutico, in primo luogo viene proposta una graduale introduzione alla vita di preghiera: è nella preghiera che si ascolta il Signore e si possono avere delle intuizioni importanti per la propria vita. Questo significa gradualmente apprezzare la messa quotidiana, imparare a pregare i salmi e ad unirsi alla Liturgia delle Ore, scoprire la lectio divina e la bellezza del silenzio.

Per prepararsi agli studi teologici i candidati dell’anno propedeutico studiano la storia della filosofia che fornisce il linguaggio e le categorie per comprendere la riflessione teoretica e l’approfondimento teologico, si approcciano al latino e nelle nostre diocesi anche allo sloveno, si confrontano con una presentazione integrale della fede tramite lo studio del catechismo.

Viene offerta anche la possibilità di una conoscenza di sé più approfondita, che permetta di individuare le proprie potenzialità e i propri limiti su cui lavorare durante il tempo della formazione.

Si cerca di far fare un’esperienza ricca di Chiesa, presentando diverse esperienze di parrocchia e diversi modelli di sacerdote, in modo che si intuisca che la comunità cristiana è molto più ampia e diversificata rispetto a quanto vissuto nella propria parrocchia. Nel conoscere la vita della chiesa la carità ha un ruolo importante: ogni candidato è impegnato in un servizio che possa un po’ “sfidarlo”.

Come parte fondamentale della proposta formativa c’è anche la vita fraterna, in uno stile di accoglienza e semplicità, che permetta di sperimentarsi anche nella concretezza della cura di una casa.

Don Nicola Ban