Condizioni per seguire Gesù

venerdì 1 settembre 2017

Mt 16, 21-27

Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno. Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai”. Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: “Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!”. Allora Gesù disse ai suoi discepoli: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà. Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita? Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.

Chi sono io per te? Gesù non è interessato a una risposta-sondaggio, ma chiede una scelta, una morte e una rinascita. Per rispondere come Simone figlio
di Giona, bisogna svelare a se stessi l’assurdità di questo mondo e accettare questo mondo come amato da Dio. E ciò avviene perché c’è in Dio il desiderio di essere riconosciuto-incontrato-amato. La risposta di Pietro è proprio la dichiarazione che ciò sta avvenendo: Tu sei qui! Tu che a Mosè ti sei svelato come «Io ci sono sempre».
La gioia di Gesù è grande: Pietro non sarà pietra che pesa e schiaccia l’uomo (come fanno i potenti), ma pietra che sostiene, non fa crollare,  difende perché ama sino all’estremo sacrificio. Pietro però non lo comprende subito. Anzi per lui l’annuncio della morte prossima di Gesù è incomprensibile. Dio vince, non può essere vinto. Il forte non può essere umiliato e ucciso. Lo sanno tutti che le cose stanno così. L’apostolo non ha ancora fatto piena pulizia dentro di sé. Ancora resta traccia del lievito contaminante di cui Gesù ha parlato ai suoi amici. Ne basta poco per stravolgere tutto.
Pietro non vede più il Dio che dice «Io sono qui», ma un capo. Non ragiona in termini di amore, ma di successo e vittoria. Gesù ne è addolorato. Pietro così diventa ostacolo, non fondamento. E Gesù non gli fa sconti. Come un vero amico gli dice la verità anche se bruciante. Io sono qui, ma tu sei lontano. Per starmi vicino devi diventare come me.
Riusciamo ad accorgerci che Lui è qui?
Cerchiamo di seguirlo perché è il più forte, o perché ama senza se e senza ma?

(da “Una comunità in ascolto di Matteo” – a cura degli insegnanti di religione cattolica della diocesi)