Cosa sono i diaconi permanenti?

mercoledì 7 marzo 2018

Il diaconato è il primo grado del sacramento dell’Ordine. Per lungo tempo nella tradizione latina della Chiesa, questo primo grado dell’Ordine è stato visto solo come un passaggio verso il presbiterato, come se non avesse un significato in se stesso. Da una parte la tradizione ha voluto che ogni presbitero fosse anche diacono, ossia che si esercitasse al servizio e alla carità; dall’altra parte quello della carità non è stato visto come un ministero che meritasse una vocazione specifica. È stato il Concilio Vaticano II che, a partire dalla rilettura dei testi biblici e della tradizione patristica, ha riscoperto il diaconato come ministero importante in se stesso e non solo come passaggio verso a qualcosa di “più completo”. Attualmente si tende a distinguere tra diaconi “transeunti” e diaconi “permanenti”, anche se la terminologia è fuorviante e non fa sufficiente chiarezza. Diaconi transeunti sono coloro che poi vengono ordinati presbiteri (anche se rimangono per sempre diaconi). Diaconi permanenti sono degli uomini che si sentono chiamati a vivere nella comunità cristiana il servizio della carità e che vengono ordinati per questo ministero. I diaconi permanenti possono essere celibi o sposati: è come se il diaconato “cristallizzasse” lo stato di vita un uomo. I diaconi permanenti hanno un lavoro retribuito (o sono in pensione) che li porta a dare la propria testimonianza prima di tutto nel mondo del lavoro e poi hanno un impegno ecclesiale che si gioca nell’ambito della carità come cura dei bisognosi a vario titolo (poveri, migranti, anziani, ammalati), ma anche nell’ambito della carità più grande di tutte che è l’annuncio del vangelo (per questo nella liturgia il diacono ha il compito proprio di proclamare il vangelo).

Don Nicola Ban