Diventa operativo il Fondo “Scrosoppi”

martedì 22 settembre 2020

Si è svolta nei giorni scorsi la prima riunione ufficiale del Consiglio di indirizzo previsto dallo Statuto del “Fondo Scrosoppi”. Assieme all’arcivescovo hanno partecipato il vicario episcopale per la carità, don Stefano Goina, il direttore della Caritas diocesana, diacono Renato Nucera, il responsabile diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, don Boscarol, il responsabile diocesano delle Comunicazioni sociali, Mauro Ungaro, la presidente della Coldiretti provinciale, Angela Bortoluzzi, la presidente delle Acli isontine, Silvia Paoletti, e Renato Vizzari, vicedirettore generale della Cassa rurale del Friuli Venezia Giulia.

L’Arcivescovo Carlo ha ricordato le motivazioni che hanno portato la Chiesa di Gorizia a costituire tale Fondo per rispondere alla straordinaria crisi economica e finanziaria causata dall’emergenza sanitaria dell’epidemia di Covid-19 le cui conseguenze si stanno pesantemente facendo sentire anche in diocesi.

Il Fondo vuole aiutare chi a causa dell’emergenza collegata alla pandemia ha perso il lavoro oppure ha ridotto il proprio reddito in maniera tale da non poter più mantenere dignitosamente la propria famiglia. I presenti, secondo l’esperienza propria maturata nei settori di relativa competenza, hanno evidenziato alcune fra le problematiche che maggiormente stanno interessando l’Isontino a livello economico e sociale: un lavoro propedeutico all’individuazione dei settori su cui maggiormente potrà rivelarsi utile lo strumento del Fondo per cercare di rispondere adeguatamente alle possibili richieste provenienti dal territorio. Si è passati quindi ad approvare il Regolamento che permette al Fondo di divenire operativo dai primi giorni di ottobre,

I destinatari

Il Fondo Scrosoppi si rivolge a persone, famiglie e imprese presenti sul territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia che hanno subito gli effetti negativi dell’emergenza sanitaria dovuta al virus COVID-19.

Le persone e le famiglie che possono beneficiare del sostegno del Fondo Scrosoppi devono essere residenti o domiciliate stabilmente nel territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia in situazione di povertà o difficoltà per la perdita del lavoro o per aver ridotto sensibilmente il reddito del nucleo familiare a seguito dell’emergenza Covid-19.

In particolare il Fondo sosterrà i nuclei familiari che non riescono a mantenersi dignitosamente perché almeno un componente – ha perso il contratto di lavoro dipendente successivamente al 1 marzo 2020; – è un lavoratore dipendente che successivamente al 01/03/2020 ha ridotto almeno del 30% lo stipendio; – è un lavoratore precario (a chiamata, occasionale o socio di cooperativa oppure collaboratore coordinato continuativo) che dimostra che non sta lavorando o ha ridotto del 30% lo stipendio a causa dell’epidemia; – è un collaboratore parasubordinato (ad esempio Co.Co.Co.) che ha ridotto almeno del 30% il reddito, o sospeso oppure cessato l’attività lavorativa; – è un lavoratore autonomo o piccolo imprenditore (agricoltore, artigiano o commerciante) che dimostra di aver cessato la sua attività economica successivamente al 01/03/2020; – è un lavoratore autonomo o piccolo imprenditore (agricoltore, artigiano o commerciante) che a causa della pandemia ha ridotto almeno del 30% il proprio reddito.

Possono altresì beneficiare di un anticipo di liquidità del Fondo Scrosoppi le piccole imprese, che hanno sede legale sul territorio dell’Arcidiocesi di Gorizia e hanno un fatturato annuo nell’esercizio 2019 inferiore a € 90.000,00, e che dimostrano di aver subito un calo nel fatturato almeno del 30% nel trimestre che va da marzo a maggio 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

Come accedere al Fondo

Persone o imprese interessate dovranno presentare richieste(dalla metà del mese di ottobre) ai Centri di ascolto diocesani abilitati all’accoglienza delle domande:

  • per Gorizia e S. Andrea: Centro di ascolto diocesano presso l’Istituto “Contavalle” in via Garzarolli, 131;
  • per Monfalcone-Ronchi-Duino: Centro di ascolto presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo a Staranzano, in via Savoia, 3;
  • per Cervignano-Aquileia-Visco: Centro di ascolto presso la parrocchia di San Michele a Cervignano, via Verdi, 2.
  • per Cormons-Gtradisca d’Isonzo: Centro di ascolto presso la parrocchia di Sant’Adalberto a Cormons, via Pozzetto, 2

I volontari dei Centri di Ascolto raccoglieranno le domande di sostegno economico corredate da una serie di documenti il cui elenco verrà nei prossimi giorni pubblicato anche sul sito diocesano.

Criteri di valutazione

Il Fondo si propone di sostenere i nuclei familiari che prioritariamente dimostrano di avere un reddito mensile a disposizione inferiore a 400 euro se il nucleo è composto da 1 persona, 650 per due persone, 850 per tre, 1.000 per quattro e 1.200 per 5 o più componenti.

Spetterà al Comitato di gestione esaminare e approvare le singole pratiche di concessione del contributo sulla base delle richieste ricevute dai Centri di ascolto. Verranno erogati sussidi mensili per una durata di tre mesi rinnovabili per altri 3.

L’importo erogato sarà pari alla differenza dell’importo previsto a seconda dei componenti il nucleo familiare detratto il reddito percepito nel mese precedente a quello della richieste (fermo restando per il Comitato la possibilità di valutare importi del sussidio mensile differenti se la situazione lo richiede o deliberare un’erogazione una tantum o sotto forma di prestito senza oneri per interessi e con solo obbligo del beneficiario di restituire la somma ricevuta secondo un piano di ammortamento concordato).

Patto individuale

Il Comitato di Gestione può prevedere che il Centro di Ascolto che ha raccolto la domanda di sostegno economico faccia sottoscrivere al beneficiario un patto individuale in cui si impegni a frequentare un corso di formazione professionale, o porre in essere azioni atte alla ricerca di un’altra occupazione lavorativa oppure si impegni a richiedere misure di sostegno messe in campo dal welfare pubblico. Importo per le imprese Le imprese potranno beneficiare di un anticipo di 3.000 euro per un fatturato fino a 50 mila euro, di 4.000 per un fatturato fino 60 mila e di 5.000 per un fatturato fino a 90 mila.

L’anticipo sarà restituito senza interessi o qualsiasi altra spesa con un piano di ammortamento composta da 36 rate mensili comprensivi di un preammortamento di 12 mesi.