Mons. Antonio Lazar nella Casa del Padre

lunedì 18 aprile 2016

Ha concluso la sua vita nella notte fra domenica 17 e lunedì 18 aprile 2016, il sacerdote diocesano e canonico del Capitolo metropolitano monsignor Anton Lazar.

Classe 1927, originario di Idria (Slovenia) dove era nato l’11 gennaio 1927 da Peter (minatore nella miniera di Idria) e Maria Zajc (casalinga) e dove frequentò le scuole elementari. Alunno del Seminario minore a Gorizia ed a Castellerio (UD), studiò teologia a Ljubljana, dove venne ordinato presbitero dal Vescovo-martire mons. Anton Vovk il 29.6.1952 (nella Cattedrale di San Nicolò). Dopo un breve servizio di vicario sostituto ad Idria, entrò nel servizio militare in Bosnia (dal settembre 1952 a settembre 1953) : dall’ Amministratore Apostolico di Koper-Capodistria, ricevette l’incarico pastorale per la comunità di Ledine (presso Idria), quindi quello di cooperatore a Tolmino (da gennaio 1954 ad aprile dello stesso anno). Il 28.4.1954 venne nominato vicario economo a Log pod Mangartom (Bovec-Plezzo) e contemporaneamente vicario sostituto a Soča e Trenta (Bovec-Plezzo). Il 1.8.1962 entrò da vicario economo a Zavratec (presso Idria) e vi rimase fino al 1972. Su insistente invito di mons. Francesco Močnik , nell’ autunno del 1972, lasciò l’Amministrazione Apostolica di Koper per trasferirsi a Gorizia, dove ricevette l’incarico di vicario economo a Doberdò del Lago.

Dopo l’incardinazione in diocesi, diventò parroco nel 1973 e ricoprì anche l’ufficio di vicario economo a Jamiano.

Il 1.9.1986 fu trasferito parroco a San Floriano del Collio, dove rimase fino al 2011, anno in cui rinunciò alla parrocchia ed entrò in quiscenza , ricevendo la nomina di Canonico del Capitolo Metropolitano nel beneficio dei Santi Cirillo e Metodio.

Don Anton Lazar è stato per due mandati decano del decanato di Sant’Andrea (dal 1990) e membro del Collegio dei Consultori (1994-99).

Al suo fianco, dal 1954 ed ininterrottamente, è vissuta la sorella Anica, tre anni più anziana di lui, tutt’ora vivente ed ospite della Casa dei pensionati a Podsabotin (in Slovenia, sotto il colle di San Floriano). Una presenza fondamentale nella vita del fratello, umile, laboriosa e nascosta. A causa della salute precaria, i due fratelli dovettero accettare di vivere lontani: dopo tanto tempo, domenica 17 aprile, Anica venne a visitare il fratello sacerdote dodici ore prima della morte. Negli ultimi anni è stato ospite della comunità sacerdotale a Gorizia dove ha concluso la sua lunga esistenza.

In diocesi di Gorizia don Lazar partecipò attivamente alla vita religiosa e culturale della comunità slovena, fu grande sostenitori degli scouts e per un lungo periodo assistente ecclesiastico dell’ Unione Cattolica cori parrocchiali.

Uomo semplice e mite, provato dalla vita, ha dimostrato sempre una capacità di accoglienza e di rispetto verso tutti. Ha saputo inserirsi nella vita delle comunità e del presbiterio diocesano con grande disponibilità avendo la responsabilità di due comunità completamente diverse della diocesi goriziana e della zona pastorale slovena, partecipando attivamente all’attività pastorale e culturale. Rigoroso con sé e con gli altri, ha lavorato anche per la casa canonica di Doberdò e per la chiesa ed il campanile di S.Floriano. Alla sua iniziativa e al suo impegno religioso si deve proprio una grande fedeltà ed uno spirito di servizio che ha espresso nel corso della lunga esistenza. E’ stato amico di tanti sacerdoti diocesani e ha portato i pesi delle situazioni che, qualche volta, sono state particolarmente complicate. Lascia a tutti l’esempio di una vita sacerdotale fedele.

Giovedì 21 aprile, a San Floriano del Collio, l’arcivescovo emerito Dino De Antoni ha presieduto la liturgia esequiale di commiato. La salma è stata inumata nella tomba di famiglia a Idria.