Don Duilio Nardin nella Casa del Padre

lunedì 19 dicembre 2016

La Chiesa diocesana –la famiglia ed in particolare la comunità cristiana di Fogliano-Polazzo e Redipuglia- piangono la scomparsa del parroco don Duilio Nardin a conclusione di una malattia breve ma senza prospettive. Il sacerdote, classe 1946, si è spento domenica pomeriggio all’ospedale di Cividale dove era stato ricoverato per analisi circa un mese fa per iniziative di due medici del paese. Tra la scoperta del male e la morte il tempo è stato breve e di irrompente.

Don Duilio Nardin era originario di S.Vito al Torre dove è nato da una famiglia contadina il 21 agosto 1946 all’ospedale di Palmanova; completate le classi elementari ha frequentato al seminario di Gorizia le scuole medie, il ginnasio ed il liceo classico; infine ha completato gli studi teologici prima a Udine e poi a Gorizia. Ha avuto il privilegio  -e se ne è sempre vantato- di essere ordinato sacerdote da Papa Paolo VI in piazza S.Pietro il 17 maggio del 1970, insieme a tanti altri giovani sacerdoti in occasione di un anno speciale dedicato al sacerdozio presbiterale.

Il neo sacerdote ha svolto il ministero sacerdotale a Cormons, poi a Cervignano (1975) come cooperatore; è stato parroco a Gorizia (parrocchia Madonna della Misericordia) dal 1980 al 1994; gli ultimi anni è stato parroco a Fogliano e Polazzo e successivamente a Redipuglia. Nel corso del suo ministero ha insegnato nelle scuole elementari e medie delle comunità che ha servito. Inoltre ha svolto un servizio ultradecennale nell’Azione cattolica diocesana come assistente dell’Azione cattolica ragazzi.

Fisico imponente e voce altrettanto impegnativa e prestante, don Duilio impegnava i propri interlocutori ad un impatto non semplice, anche se dopo le prime battute ritornava ad essere insieme un burbero benefico. Intelligenza brillante, sapeva come pochi leggere le questioni intellettuali ed esprimere giudizi stringenti; tra i suoi libri, testi impegnativi come l’abbonamento alla Civiltà cattolica, opere di storia e del card. Newmann. Non sempre lo aiutava un carattere squadrato e incapace di fermarsi prima di sbottare; non solo non conservava rancori ma anzi ricercava il dialogo ed il confronto. La sua forza e la sua determinazione potevano qualche volta incutere soggezione, ma poi sopravveniva la ricerca di trovare una soluzione coinvolgente per tutte.

E’ stato sempre presente alla vita del presbiterio e partecipava con gioia , fino alla fine quando si trascinava sulle gambe, alla vita comunitaria dei paesi dove ha servito la chiesa e alla vita del presbiterio. Un assiduo che aveva sempre un giudizio ed un parere da proporre.  Nel bailame delle idee diverse e delle proposte, preferiva rimanere legato alle esperienze consolidate  rispettoso delle tradizioni popolari che difendeva accanitamente in nome di una religiosità semplice e di una vita pastorale fatta di poche cose, preghiere, missioni, catechesi e vita associativa.

Là dove ha lavorato  –come ha dimostrato la festa di popolo per un recente anniversario di ordinazione- ha lasciato un segno: con i ragazzi ritornava ad essere perfino festoso. Le comunità di Fogliano Polazzo e Redipuglia hanno apprezzato pur tra qualche difficoltà la sua dedizione alle chiese, la sua attenzione alla casa del soggiorno estivo, all’impegno missionario e alla vita paesana. Così come altri hanno potuto apprezzare la sua acutezza nel cogliere le esigenze della fede, la franchezza d’animo e la disponibilità a mettersi a servizio delle esigenze della comunità e della diocesi.

Il rito di commiato avrà luogo martedì 20 dicembre: alle ore 12.30 la bara con i resti mortali del parroco arriverà nella chiesa di S.Elisabetta; seguirà la celebrazione della messa presieduta dall’arcivescovo Carlo, presente il vescovo De Antoni, il presbiterio e la comunità di Fogliano. La salma, dopo una sosta nella chiesa di S.Vito al Torre, sarà inumata nel cimitero accanto ai genitori. Ai fratelli i sentimenti della cristiana solidarietà anche per la signora Letizia che lo ha accudito.

 

Renzo Boscarol