E vide e credette…

domenica 8 aprile 2018

Si è svolto presso la casa di spiritualità di Mirenski Grad il ritiro per i giovani della diocesi. Ormai dal 2010 ogni anno in quaresima o nel tempo di Pasqua viene dedicato questo tempo di condivisione e di riflessione che viene vissuto dai giovani come un tempo di stacco per ricentrare la propria vita.

I capitoli 20 e 21 del vangelo di Giovanni hanno fatto da guida all’edizione di quest’anno. I giovani si sono immedesimati nei discepoli che hanno trovato la tomba vuota e si sono ritrovati davanti al dubbio se credere o non credere alla risurrezione. All’inizio c’è stato un percorso al buio, come al mattino di Pasqua, lasciando emergere i motivi per credere e non credere alla risurrezione dal punto di vista di Pietro, di Maria di Magdala e del discepolo amato. I seminaristi della diocesi per questo hanno creato un testo molto interessante e toccante. Il cammino si è poi trasformato in incontro col Risorto nella preghiera dell’adorazione.

Nel giorno centrale del ritiro il vescovo Carlo ha aiutato a comprendere come tutta l’esistenza cristiana ha una caratterizzazione pasquale, mentre sr. Rosangela ha illustrato alcune delle immagini della risurrezione come sono presentate nella Scrittura.

Nel pomeriggio, approfittando del tempo primaverile, è stata fatta una passeggiata verso le cannoniere del Brestovec: il luogo è stato propizio per ascoltare la testimonianza di Elena e Andrea della comunità papa Giovanni XXIII che hanno raccontato dell’esperienza di affido che stanno facendo e di come alcuni fatti della vita possono essere visti come segni di maledizione o come segni di risurrezione. La lettura approfondita del cap. 21 del vangelo di Giovanni è stata l’occasione per rileggere anche questo incontro.

Domenica è stata dedicata a calare le riflessione fatte fino a quel momento nel quotidiano prima con una condivisione in gruppo e poi elaborando una sorta di regola di vita personale. La celebrazione dell’eucarestia domenicale è stato il culmine dell’incontro col Risorto.

La profondità delle riflessioni e la sintonia nella condivisione danno un’idea della fecondità della proposta.