Educarsi all’affettività

martedì 24 aprile 2018

Uno degli assiomi del nostro tempo afferma che “l’amore o è spontaneo o non è amore”. In realtà questo assioma è più uno slogan che un’affermazione fondata: se si pensa bene l’egoismo è molto più spontaneo dell’amore. L’amore è pienezza della vita, ma non è un punto di partenza quanto piuttosto un punto di arrivo nella crescita di una persona. I fatti di cronaca che rimbalzano esiti violenti all’interno della vita di coppia ci sbatte in faccia il fatto che la spontaneità da sola non basta, ma è necessaria un’educazione nell’amore. Dire che l’amore deve essere spontaneo di fatto toglie spazio alla possibilità che ci possa essere un’educazione all’amore, invece c’è molto bisogno di educare all’amore e alla sessualità.
Per molto tempo la Chiesa ha avuto un approccio invadente nell’educazione all’amore e alla sessualità con un atteggiamento che viene definito a volte come “sessuofobico”. Come reazione c’è stata una critica preconcetta a tutto ciò che la Chiesa dice sulla sessualità, e tale critica preconcetta continua ancora oggi come inerzia culturale. Un altro effetto di questa presenza troppo invadente della Chiesa è stato la rinuncia da parte dei sacerdoti e degli educatori a parlare negli itinerari educativi cristiani di amore e di sessualità proprio perché si entrava in contatto immediatamente con una chiusura dai parte dei giovani che vedono nella Chiesa il nemico dell’amore e della sessualità. Dopo essere passati dall’estremo di una iper-presenza e dall’estremo dell’assenza, forse questo è il momento per ritornare a parlare in termini evangelici, ovvero di buona notizia, di educazione all’amore e alla sessualità.
Questo sarà il tema dell’ultimo incontro di formazione per membri dei consigli pastorali, operatori pastorali e clero della diocesi che si svolgerà mercoledì 16 maggio alle 20.30 presso la parrocchia S. Nicolò a Monfalcone.
L’itinerario di quest’anno ha condotto la comunità adulta ad esplorare, a volte in modo inaspettato e con dei contenuti che hanno lasciato dei punti di domanda, alcuni degli ambiti di vita dei giovani, con la finalità di aiutare a comprendere che il mondo dei giovani non riguarda solamente gli addetti ai lavori, ma coinvolge ogni credente che ha a cuore la testimonianza delle fede. Dopo aver guardato il rapporto tra giovani e sport, giovani e lavoro/scuola, giovani e social, si considererà il rapporto giovani e affetti.
Il tema è veramente centrale perché molti dei giovani che si allontanano dalla Chiesa lo fanno anche per una comprensione non corretta del vangelo sull’amore, e perché le nuove generazioni sembrano sempre più disorientate nel vivere l’amore.
Lo scopo della serata non è dare ricette, né tanto meno dire ciò che i giovani (o coloro che lavorano con loro) dovrebbero fare, quanto piuttosto aiutare ogni credente adulto ad interrogarsi su come vivere la propria testimonianza e a sentirsi coinvolto nell’essere una comunità generativa.
A dialogare con l’assemblea e con la coordinatrice di tutti gli incontri Elisabetta Madriz, ci saranno mons. Sergio Nicolli, attualmente parroco a Rovereto (TN), ma già incaricato nazionale per la Pastorale della Famiglia della CEI e Assistente Ecclesiastico ai campi di formazione dell’AGESCI, e Chiara e Marco Gadotti, sempre della diocesi di Trento, che con lui hanno curato un volume dal titolo: “Accompagnare nel cammino dell’amore. Orientamenti per l’educazione degli adolescenti all’amore”. Si tratta di un agile guida preparata dal Centro diocesano di pastorale familiare dell’Arcidiocesi di Trento in collaborazione con la Pastorale Giovanile e con il Centro Diocesano Vocazioni in cui vengono date alcune linee guida per costruire degli itinerari di educazione affettiva e sessuale per adolescenti.