Genuino annuncio del Vangelo della Carità

martedì 9 ottobre 2018

Il Messaggio del vescovo Carlo ai Soci dell’Unitalsi nel 70° anniversario della Sottosezione di Gorizia

Carissimi soci della Sottosezione Unitalsi di Gorizia,

In occasione del 70° della Sottosezione di Gorizia dell’UNITALSI, desidero esprimere il mio apprezzamento per l’attività di questa benemerita associazione e unirmi a Voi nel ringraziare il Signore per questi decenni di attenzione e vicinanza ai malati nel nome della Vergine di Lourdes.
Vorrei far mie le parole che qualche anno fa papa Francesco aveva rivolto all’UNITALSI nazionale, sentendole molto vere per l’UNITALSI di Gorizia: “la vostra opera non è assistenzialismo o filantropia, ma genuino annuncio del Vangelo della carità, è ministero della consolazione. E questo è grande: la vostra opera è evangelica proprio, è il ministero della consolazione […] Siete uomini e donne, mamme e papà, tanti giovani che, mossi dall’amore per Cristo e sull’esempio del Buon Samaritano, di fronte alla sofferenza non voltate la faccia dall’altra parte. E questo di non voltare la faccia da un’altra parte è una virtù: andate avanti con questa virtù! Al contrario, cercate sempre di essere sguardo che accoglie, mano che solleva e accompagna, parola di conforto, abbraccio di tenerezza. Non scoraggiatevi per le difficoltà e la stanchezza, ma continuate a donare tempo, sorriso e amore ai fratelli e alle sorelle che ne hanno bisogno. Ogni persona malata e fragile possa vedere nel vostro volto il volto di Gesù; e anche voi possiate riconoscere nella persona sofferente la carne di Cristo” (Discorso all’UNITALSI, 9 novembre 2013).
Vorrei aggiungere due elementi che, tra gli altri, apprezzo molto del Vostro impegno.
Anzitutto la collaborazione e la sintonia con altre articolazioni dell’UNITALSI in Italia e l’attenzione a diffondere il carisma unitalsiano anche al di fuori dell’Italia accompagnando con disponibilità il sorge di esperienze simili di dedizione ai malati in riferimento all’esperienza di Lourdes. E poi l’impegno nel coinvolgere i giovani. Un impegno non facile perché oggi ci sono ancora certamente moltissimi giovani disponibili a dedicarsi gli altri, compresi i malati e i sofferenti, ma la vita dei giovani rispetto al passato è diventata più frammentata, complessa, ricca (forse anche troppo…) di messaggi, di opportunità, di svariate proposte e diventa difficile far conoscere loro anche l’ideale dell’UNITALSI con la speranza che lo facciano proprio.
Il Sinodo dei vescovi sul tema dei giovani, che è ora in corso, ci sta però aprendo alla fiducia e al desiderio di aiutare tanti giovani a vivere la gioia del Vangelo cominciando dall’attenzione ai più poveri. Buona continuazione allora del Vostro cammino.
Vi benedico di cuore e assicuro la mia preghiera per Voi, per i Vostri cari e soprattutto per le persone malate e sofferenti cui offrite la Vostra vicinanza non solo nel pellegrinaggio a Lourdes, ma anche nel corso dell’anno.
Un caro saluto.

+ Carlo Roberto Maria Redaelli
arcivescovo