Guardare la realtà con gli occhi della Pasqua

lunedì 24 aprile 2017

La Pasqua di Cristo introduce nella realtà elementi nuovi, inediti, che vengono a modificare quello che è l’assetto ordinario e il significato della vita degli umani ordinari.
Due esempi evangelici tra tanti: agli occhi della cronaca, Gesù umanamente “perde”, in quanto torturato e ucciso brutalmente. Ma con uno sguardo più profondo, sia alla luce dell’esito inaspettato della sua avventura terrena – la risurrezione – sia soprattutto alla luce delle Scritture – verso le quali con insistenza indirizza i suoi nel corso degli incontri pasquali – ciò che era perdita diventa offerta di sé per amore e ciò che era una tomba vuota diventa segno della Vita nuova donata da Cristo.
Così come Maria Maddalena ha bisogno di “voltarsi” per riconoscere, in quello che credeva un semplice giardiniere, il Signore Gesù risorto. Eppure, la persona “visibile” era sempre la stessa.
È possibile estendere lo sguardo “pasquale” alla vita quotidiana? Portarlo, cioè, nella lettura dei fatti che ci capitano, nell’approccio con le persone che incontriamo, nel valutare le alternative che quotidianamente ci tocca decidere, nell’agire le azioni che dobbiamo compiere?
La qualità o differenza “cristiana” sta proprio nelle modalità con si si legge e si affronta la realtà quotidiana. I cristiani, infatti, non hanno orari diversi o lavori altri o condizioni di salute privilegiate rispetto agli altri esseri umani, ma soltanto uno stile di vita particolare, che dovrebbe renderli riconoscibili. Quindi alla fine è di una qualità “umana” caratteristica ciò di cui stiamo parlando.
Possiamo chiamare “discernimento” questo sguardo fine – o di fede, credo siano espressioni equivalenti – sulla realtà.
Noi leggiamo le cose che ci capitano con discernimento, cioè con lo sguardo illuminato dalle Scritture e soprattutto dall’esperienza divino-umana di Cristo Gesù. Noi scegliamo con discernimento, non soltanto, cioè, come capita o secondo gli standard diffusi, ma cercando ciò che piace al Signore. Noi agiamo con discernimento, non tanto in maniera poveramente reattiva agli stimoli esterni, ma ricchi della tradizione di qualche migliaio d’anni del pensiero e dell’azione dei cristiani, spesso dissonanti dall’ordinario.
Questo sarà l’ambito di riflessione nel prossimo – e ultimo – incontro di aggiornamento e formazione dei Consigli Pastorali Parrocchiali e dei presbiteri che si terrà il prossimo mercoledì 26 aprile alle 20.30 presso l’accogliente parrocchia di S. Nicolò a Monfalcone.
Sarà il prof. Luca Grion, giovane filosofo laico nostrano studiato e attivo assai nella riflessione antropologica, ad aiutarci nell’approfondimento di questo aspetto essenziale della nostra vita.
Come leggere la realtà da cristiani, come scegliere da cristiani, come agire da cristiani, rispondendo con responsabilità evangelica alle domande che la vita quotidiana ci rivolge è anche l’invito insistente del Vescovo Carlo durante tutto quest’anno.
Domande non da poco che ci portiamo dentro, domande che a volte ci inquietano e che spesso vorremmo essere più aiutati, anche dalla Chiesa, ad affrontare.

* Vicario episcopale per l’evangel. ed i sacramenti