Il rosario in diretta nel mese di maggio dai santuari della diocesi

martedì 28 aprile 2020

“Allora disse a sua madre: “donna, ecco tuo figlio”. Poi disse al discepolo: “ Ecco tua madre”. Da quel momenti il discepolo la prese in casa sua. (Gv. 19, 26). “ erano tutti concordi, e si riunivano regolarmente per la preghiera con le donne, con Maria, la madre di Gesù….(At. 1,14). Da queste basi bibliche nella comunità cristiana Maria ha avuto sempre un posto di primaria attenzione, che il concilio di Efeso (431) definì come “Madre di Dio”. Già il nostro san Girolamo (380 ?) tenta di chiamare Maria, Stella del mare, perchè i naviganti si fidavano delle stelle. Grado verso il 450 edifica la chiesa, chiamata popolarmente della Grazie, ma è dedicata alla Madre di Dio. L’imponente basilica di Aquileia nel 1031 viene dedicata a Maria Assunta e ai santi Ermagora e Fortunato. In questa tradizione di fede e devozione si collocano anche i nostri quattro santuari diocesani Mariani.

Maria Regina dei Popoli nel Preval di Mossa (da domenica 3 a sabato 9 maggio): ubicato tra le colline del Collio goriziano e le propagini della Giulie, sulla strada che da Cormons attraverso la Subida giunge a Gorizia, quale stazione di riposo per i pellegrini diretti a Montesanto. Fu restaurato dopo la seconda guerra, che impose il confine di stato, tra Italia e Slovenia. L’arcivescovo Vitale Bommarco a seguito della visita di Giovanni Paolo II° a Gorizia ( 2 maggio 1992) venne pure incoronata la bella statua, di scuola tolmezzina e esistente già nel 1593, come Regina dei Popoli, essendo luogo di convivenza per diverse etnie.

Santa Maria di Barbana (da domenica 10 a sabato 16): la tradizione la colloca verso il 582 secondo il chronicon Altinate, il patriarca Elia nomino custode il monaco Barbano, certamente è attestato attorno il 730. Gli ex voto, i pellegrinaggi votivi della nostre terre da Venezia all’Istria, dalla vicina Slovenia hanno sempre guardato con fiducia a quest’isola benedetta dalla presenza di Maria, specie nei momenti difficili di pesti, colera, afta episootica e varie epidemie, descritte nelle grazie ricevute e ben datate .Oggi sono ritornati i benedettini che “ nella sua bontà il Signore, con la tenerezza di Maria, ci indichino la via della vita”

Maria Marcelliana in Monfalcone (da domenica 17 a sabato 23) : la pieve della Marcelliana è la radice di Monfalcone, originato dal praedium Marcelli e sulla strada Aquileia-Trieste. Probabilmente a seguito della lotta contro le immagini (=iconoclastia) verso il VI secolo, alcuni hanno posato la statua marmorea su una barca senza equipaggio che arrivò a porto Rosega. L’espressione della Vergine è mesta come quella del Bambino, probabilmente nella mano ha un pane, quale dono della Provvidenza per queste popolazioni alla fame e di desolata miseria. Quando Monfalcone divenne la città dei cantieri, la Marcelliana divenne il santuario degli operai, specialmente per opera dei buoni frati francescani, custodi del santuario e cappellani di fabbrica.

Maria di Rosa Mistica a Cormons (da domenica 24 a domenica 31 maggio): Orsola de Grotta, delle sorelle della Dottrina Cristiana, commissionò la piccola statua di Rosa Mistica, che l’artigiano costruttore disse “ non è bella, ma farà miracoli”. Difatti nel 1717 per quindici giorni sudò del profumo e le grazie concesse sono innumerevoli. Nel 1866 San Luigi Scrosoppi, fondatore delle suore della Divina Provvidenza, pose le sue suore che iniziarono pure una scuola popolare. Questa congregazione si è tanto spesa per i bisognosi e i poveri delle nostre terre, coprendo posti di assistenza ospedaliera, nelle case di riposo, nel collegi ed orfanotrofi, divulgando pure la devozione a Rosa Mistica. Ora queste sorelle, ricche di anni e di benfare, vengono in questa casa, accanto a Rosa Mistica, nell’attesa dell’incontro definitivo con il Signore e pregando ed offrendo per tutte le necessità della Chiesa e dell’ intera umanità.

Monte Santo di Gorizia: per due secoli la grande arcidiocesi di Gorizia ha guardato e venerato la presenza in questo santuario, dove Maria nel 1539 apparve alla pastorella Orsola Ferligoi, chiedendo una chiesa. Su questo monte sono salite le nostre genti, senza distinzione di appartenenza etnica, eppure in un periodo storico tormentato. Il santuario venne distrutto due volte, ma sempre ricostruito e giustamente sulla facciata attuale, si legga la scritta “ sono sul monte come prima”. Maria continui a vegliare sull’intero corso del chiaro nostro Isonzo.

Fratelli e Sorelle, la presenza di Maria ha ben marcato questa nostra terra, luogo di incontro, di passaggio ed anche purtroppo di scontro, e da affettuosa Madre di tutti ci richiama alla fratellanza, alla solidarietà, alla nostra comune umanità, così ricca d’inventiva e di fedeltà. In questo mese di maggio 2020, insidiato dalla pandemia, come Chiesa Diocesana di Gorizia proponiamoci di unirci nella preghiera del Rosario, settimanalmente da uno dei quattro nostri santuari collegati in Youtube Chiesadigorizia e sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi alle ore 20,30.

Idealmente varcheremo la soglia di questi luoghi doppiamente santi: e per la presenza della nostra Madre Maria, salute degli infermi ed aiuto dei cristiani; e per i milioni di persone che in questi secoli di storia cristiana hanno varcato o guardato con fede a questi santuari mariani, con il sorriso per dire GRAZIE e con le lacrime della sofferenza e delle ferite per gridare AIUTAMI.

Papa Francesco ci invita riscoprire il rosario in questo maggio 2020 tra le mura di casa “ per contemplare insieme il volto di Cristo con il cuore di Maria…..io pregherò per voi, specialmente per i più sofferenti, e voi per favore, pregate per me. Vi ringrazio di cuore, vi benedico”. E con l’augurio di un buon mese di maggio affidiamoci a Maria con la più antica preghiera

Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberarci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta. (sec.III)

Mons. Armando Zorzin – Vicario generale dell’Arcidiocesi