In cammino coi giovani

martedì 31 luglio 2018

Dal 4 al 9 agosto i giovani della diocesi si sono fatti pellegrini lungo l’itinerario che da Caporetto conduce ad Aquileia. Il gruppo è composto da una quarantina di giovani, accompagnati da alcuni educatori e dal vescovo Carlo, e durante il percorso si arricchirà di alcuni elementi ulteriori, fino a raggiungere quasi una sessantina di camminatori.
L’itinerario è stato scelto pensando che esattamente 100 anni fa nelle nostre terre si combatteva una guerra che si è rivelata essere un’inutile strage. Ripercorrere 100 anni dopo gli stessi luoghi permette di ripensare alla follia che ha condotto alla morte moltissimi coetanei dei ragazzi che oggi saranno pellegrini di pace.
La proposta educativa sarà fondata prima di tutto sul cammino stesso: il fatto stesso di camminare è pedagogicamente significativo. Oltre al cammino ogni giorno ci saranno alcune riflessioni, a partire dagli ambienti attraversati, che vorrebbero aiutare a riflettere che cosa significa essere uomini e donne di pace.

Sabato 4 agosto
La partenza è avvenuta sabato 4 agosto raggiungendo in pullman Kobarid – Caporetto. Al sacrario, che raccoglie le salme di moltissimi giovani, si è dato inizio ufficialmente il via al pellegrinaggio con la benedizione dei pellegrini. Si è raggiunta poi la cascata Kozjak dove il gruppo ha riflettuto su cosa significa immergersi nella realtà, come condizione indispensabile per essere costruttori di pace. Solamente se si ha il coraggio di entrare in gioco, di immergersi nella realtà, sporcandosi un po’ le mani si può costruire la pace. Il cammino è proseguito poi fino a Tolmin – Tolmino dove il gruppo è stato ospite della parrocchia locale.

Domenica 5 agosto
Domenica 5 agosto, al mattino presto, il gruppo ha partecipato alla messa insieme alla comunità locale e poi si sono ripresi in spalla gli zaini dirigendosi verso la chiesetta di Mengore dove ci sarà un tempo di riflessione con l’invito a guardare lontano: solamente se si ha la possibilità di avere prospettive ampie si può costruire la pace. L’itinerario è continuato attraversando l’Isonzo a Most na Soci e camminando sul lato sinistro del fiume fino a Kanal – Canale dove i pellegrini sono stati ospiti della locale parrocchia.

Lunedì 6 agosto
Lunedì è il giorno forse più impegnativo dal punto di vista del cammino prevedendo la salita verso Svetagora – Montesanto seguendo l’itinerario della “Via dei monti sacri” che collega Svetagora-Lig-Castelmonte. La meta è il santuario di Montesanto dove il gruppo ha vissuto un momento di pace e di contemplazione: solamente se si è capaci di contemplare la bellezza del creato, la bellezza dell’altro, la bellezza della Parola di Dio si può diventare veramente costruttori di pace.

Martedì 7 agosto
Martedì 7 agosto si è scesi verso Gorizia entrando in Italia passando per la piazza della Transalpina. Qui si sono uniti al gruppo anche alcuni ragazzi più giovani di Sagrado e Gradisca. La tappa principale in città a Gorizia è stat presso il S. Luigi dove sono accolti i minori stranieri non accompagnati. Con loro si è vissuto un momento di conoscenza, di scambio e di condivisione a partire dalla consapevolezza che ciascuno di noi sta affrontando un viaggio importante nella propria vita. L’incontro con l’altro e la condivisione sono elementi fondamentali per costruire la pace. Con gli adolescenti stranieri oltre al momento di conoscenza si è vissuto un momento di sport e di servizio comune. La sera è stata trascorsa ospiti della parrocchia di S. Andrea.

 

Mercoledì 8 agosto
Mercoledì 8 agosto, sempre partendo presto il mattino, si è giunti sull’altopiano del Carso, inserendosi nell’itinerario della “Romea Strata” che collega Mirenski Grad ad Aquileia. Attraversando i luoghi di aspri combattimenti e località tristemente famosi per le distruzioni della prima guerra mondiale si è arrivati fino a Redipuglia dove il gruppo è stato ospite degli impianti sportivi. In questa giornata che vuole essere di riflessione e di particolare silenzio (l’interiorità e l’ascolto sono condizioni ulteriori per costruire la pace) c’è stata anche l’occasione di vivere la riconciliazione avendo come vista il cimitero militare di Redipuglia, monito del carico di morte che porta la mancanza di riconciliazione.

Giovedì 9 agosto
Giovedì 9 agosto ha rappresentato l’ultima tappa di cammino da Redipuglia fino ad arrivare ad Aquileia costeggiando prima l’Isonzo e poi attraversando la pianura friulana. Avere una meta e arrivare ad una meta diventa la metafora della capacità di costruire qualcosa nei tempi lunghi, anche in assenza di soddisfazioni immediate: senza questa capacità di tendere ad una meta è difficile essere persone di pace. Ad Aquileia in serata si è celebrata l’eucarestia di ringraziamento.
Questo cammino che vede come protagonisti i giovani, di fatto ha coinvolto anche alcune comunità adulte. Infatti per garantire e preparare i pasti lungo la strada si sono rese disponibili le comunità di Romans, Gorizia – S. Anna, S. Andrea, Sagrado e Cervignano. È un bel segno di come gli adulti possono mettersi al servizio del cammino di fede dei giovani.