Monsignor De Antoni nella luce del Risorto

lunedì 25 marzo 2019

Lunedì 25 marzo l’arcivescovo Carlo ha presieduto il rito delle esequie dell’Arcivescovo emerito di Gorizia mons. Dino DeAntoni. Con lui hanno concelebrato una ventina di vescovi ed un centinaio di sacerdoti.

Pubblichiamo di seguito la sua omelia.

 

Celebriamo questo rito esequiale il giorno della solennità dell’Annunciazione. Una ricorrenza che può illuminare ciò che stiamo vivendo. Per questo si è scelto che anche in questa celebrazione di suffragio fossero proclamati i brani della Scrittura che la liturgia oggi ci propone. Possiamo così riflettere su quattro volontà.

Anzitutto la volontà di Maria. L’annunciazione è il momento in cui quella giovane donna di Nazareth decide della sua vita accogliendo la Parola che le viene annunciata dall’angelo: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». Un’accoglienza così profonda che in Lei la Parola si farà carne. Lo ricordiamo quotidianamente recitando la bellissima preghiera dell’Angelus. Un’accoglienza della volontà di Dio che Maria esprime totalmente in quel giorno a Nazareth, ma che comprenderà e progressivamente farà sua lungo tutta la vita.Impressiona che l’evangelista Luca sottolinei più volte le domande di Maria, che diversamente dal re Acaz non rifiuta il segno che le viene dato – la maternità di Elisabetta, anziana e sterile , e anche il suo custodire nel cuore e meditare quanto ascolta e vede. Come anche il fatto che siano gli altri a svelarle sempre più la volontà di Dio: l’angelo, Elisabetta che la chiama madre del Signore, i pastori che davanti al Bambino riferiscono ciò che è stato detto loro dall’angelo, Simeone che profetizza suldestino del Bambino e di Maria, Gesù stesso che risponderà alla domanda angosciata della Madre nel tempio. E, stando al Vangelo di Giovanni, alla croce le verrà rivelato il suo essere madre del discepolo amato e di tutti noi.

La scelta di Maria di accogliere il disegno di Dio permette che si realizzi la volontà del Figlio. «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà”», sono le parole che la lettera agli Ebrei, citando il salmo 40, mette sulla bocca del Figlio di Dio che prende carne nel grembo di Maria. Anche Gesù scoprirà progressivamente la volontà del Padre, superando le tentazioni e le prove – la lettera agli Ebrei lo sottolinea più volte – fino ad arrivare al Getsemani: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà» (Lc 22,42). La volontà di Gesù è quindi di realizzare la volontà del Padre e questo è lo scopo della sua vita, il suo nutrimento: «Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera» (Gv 4,34).

La volontà del Padre è una volontà di amore, di salvezza, di vita, di santificazione, che si realizza  attraverso le parole, le opere, la vita e, soprattutto, la morte di Gesù: «Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre».

La volontà di Maria, la volontà del Figlio, la volontà del Padre. Non sembri sproporzionato parlare ora della volontà di mons. Dino De Antoni, cioè di ciò che ha guidato la sua vita fino agli ultimi giorni. Lo esprime molto bene il motto che aveva scelto per il suo episcopato: “Domino servientes. L’essere quindi un servo di Dio, un umile e affidabile strumento della volontà salvifica del Padre. In questi mesi di sofferenza sono stato colpito ed edificato – e con me tante persone che lo hanno incontrato – non solo dalla fede e dalla serenità con cui mons. Dino ha affrontato la malattia con il suo previsto inesorabile esito, ma dalla sua personale consapevolezza di aver compiuto quanto il Signore gli aveva chiesto a servizio della Chiesa. Una consapevolezza pacifica, serena, riconciliata, senza rimpianti o rimorsi. Una consapevolezza che non si improvvisa, in particolare in momenti di dolorosa prova, ma che si costruisce lungo tutta una vita. Mons. Dino nella sua vita ha fatto la volontà di Dio. Questo è tutto.

Certo con i limiti e le fragilità di ogni uomo e anche di ogni prete e vescovo, ma mettendo in gioco tutto se stesso, la sua ricca e calda umanità, la sua discreta e squisita attenzione alle persone, la sua profonda saggezza nell’affrontare la vita. Una volontà che ha progressivamente scoperto seguendo le proposte che via via il Signore, per mezzo della voce della Chiesa, gli ha presentato fino a diventare nostro Arcivescovo. Una volontà che è stata sostenuta dal suo filiale e confidente rapporto con Maria, umile serva del Signore, che mons. Dino ha venerato in particolare a Lourdes condividendo davanti alla grotta in molte occasioni le preghiere e le speranze di tanti sofferenti e ammalati. Una volontà che ha attuato sempre con riconoscenza e con gioia, come di un dono grande e inaspettato. Qualche mese fa mi ha scritto: non avrei mai immaginato figlio di pescatori e proveniente da una piccola diocesi, di aver l’onore e l’onere di servire questa Chiesa gloriosa”.

Ora questa gloriosa Chiesa, insieme alla Chiesa sorella di Chioggia e alle altre Chiese della nostra regione ecclesiastica e delle nazioni vicine, vuole oggi pregare per questo Vescovo che le è stato donato e ringraziare il Signore per la sua vita e la suatestimonianza di fede, di speranza, di amore. Lo accompagnerà tra poco alla sepoltura nella cattedrale, attuando l’esplicito desiderio di mons. Dino: “desidero essere sepolto nella cripta della Cattedrale accanto ai miei illustri predecessori, tra i quali ricordo particolarmente mons. Giacinto Ambrosi che mi ha accolto nel Seminario di Chioggia come alunno, che ho avuto l’avventura di accompagnare a Gorizia nel suo ingresso quale arcivescovo”. Lo affiderà nella preghiera alla misericordia di Dio, sapendo di perdere oggi un padre, ma anche di guadagnare qualcuno che presso il Signore continuerà a pregare per noi e per il nostro cammino di fedeltà al Vangelo in attesa di rivederci tutti nel Regno.

Arrivederci, mons. Dino.

Nasvidenje, Gospod Nadškof Dino.

Mandi, Arcivescul Dino.

+ vescovo Carlo

 

Questo l’annuncio con cui il vescovo Carlo aveva comunicato alla diocesi venerdì 22 marzo la scomparsa del vescovo Dino.

 

Alle prime ore di questa mattina, venerdì 22 marzo 2019, il Signore ha chiamato a sé Sua Eccellenza Mons. Dino De Antoni, arcivescovo emerito di Gorizia, gravemente ammalato dalla scorsa estate.

Mons. De Antoni, nato a Chioggia in una famiglia numerosa di pescatori, il 12 luglio 1936, è stato ordinato presbitero il 23 ottobre 1960.

Dopo aver ricoperto diversi incarichi nella sua Diocesi di origine fino a diventare Vicario generale e dopo aver svolto anche il ministero di promotore di giustizia presso il Tribunale Ecclesiastico del Triveneto, mons. Dino De Antoni è stato eletto arcivescovo metropolita di Gorizia il 2 giugno 1999 e, dopo essere stato ordinato vescovo il 15 settembre 1999, ha fatto il suo ingresso nella nostra Arcidiocesi il 26 settembre 1999, restando pastore di essa fino al 28 giugno 2012. Dal 13 settembre 2011 al 29 maggio 2012 è stato anche Presidente della Conferenza Episcopale Triveneta.

Un uomo di grande cuore, saggio, umile, buono, attento alle persone e alle comunità: così è stato mons. Dino. Ma soprattutto un uomo di fede profonda come ha dimostrato affrontando con completo abbandono alla volontà di Dio gli ultimi pesanti mesi della malattia, pieno di riconoscenza per il dono della vita e, soprattutto, del sacerdozio e dell’episcopato. Molti sacerdoti e fedeli sono stati edificati dalla sua testimonianza di profondo amore per il Signore e di attaccamento affettuoso alla nostra Chiesa, una testimonianza che tutti vogliamo tenere nel cuore.

Personalmente ho un forte debito di riconoscenza verso mons. Dino per il suo essermi stato vicino da “fratello maggiore” con stima, affetto, grande discrezione e saggi consigli. Un grande esempio per me di come si può essere vescovo secondo il cuore del Signore.

Celebreremo le solenni esequie nella Chiesa del Sacro Cuore lunedì 25 marzo alle 15.30. Secondo la sua esplicita volontà mons. Dino De Antoni verrà sepolto in Cattedrale nella cripta dei vescovi, accanto ai suoi predecessori.

Domani sera, sabato 23 marzo, alle 20.30, presiederò in cattedrale una veglia di preghiera in suffragio di mons. Dino.

Sarà possibile pregare davanti alla salma di mons. Dino nella cappella della Comunità sacerdotale a partire dalle ore 12 di venerdì 22 marzo e nelle giornate di sabato e domenica dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 19..

Chiedo a tutti i fedeli e alle comunità parrocchiali dell’Arcidiocesi di celebrare in questi giorni l’Eucaristia in suo suffragio e di elevare al Signore preghiere per lui.

 

Gorizia, 22 marzo 2019

 

+ Carlo Roberto Maria Redaelli – arcivescovo

 

La preghiera di Papa Francesco

A SUA ECCELLENZA REV.MA

MONS. CARLO ROBERTO MARIA REDAELLI

APPRESA LA NOTIZIA DEL DECESSO DELL’ECC.MO MONSIGNOR DINO DE’ ANTONI, ARCIVESCOVO EMERITO DI GORIZIA, IL SOMMO PONTEFICE PARTECIPA SPIRITUALMENTE AL LUTTO CHE COLPISCE L’INTERA COMUNITA’ ECCLESIALE DI GORIZIA E LA DIOCESI DI CHIOGGIA, DALLA QUALE PROVENIVA.

EGLI,MENTRE NE RICORDA LA CORDIALE UMANITA’ E IL GENEROSO MINISTERO SVOLTO IN DIVERSI INCARICHI COME PARROCO, VICARIO GIUDIZIALE, VICARIO GENERALE E COME PASTORE DI CODESTA ARCIDIOCESI, INNALZA FERVIDE PREGHIERE DI SUFFRAGIO PER LA SUA ANIMA, AFFIDANDOLO ALLA CELESTE INTERCESSIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA.

IL SANTO PADRE INVOCA PER IL COMPIANTO PRESULE IL PREMIO ETERNO PROMESSO AI FEDELI SERVITORI DEL VANGELO E VOLENTIERI IMPARTE A VOSTRA ECCELLENZA, AGLI ALTRI VESCOVI, AI SACERDOTI ED AI FEDELI TUTTI COME PURE AI FAMILIARI LA CONFORTATRICE BENEDIZIONE APOSTOLICA. UNISCO IL MIO PERSONALE CORDOGLIO E LA MIA PREGHIERA.  

 CARDINALE PIETRO PAROLIN

SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’

Dal Vaticano, 22 marzo 2019