Quale rapporto fra Pastorale giovanile e l’oratorio?

martedì 17 luglio 2018

Nella tradizione pastorale italiana c’è uno strettissimo legame tra pastorale giovanile e oratorio.
Certo ci sono molti modelli di pastorale giovanile: c’è chi punta maggiormente sulla dimensione spirituale e di preghiera, chi si concentra sull’annuncio e la catechesi, c’è chi propone esperienze di carità e solidarietà…
L’oratorio, in quanto esperienza di pastorale integrata, riassume un po’ in sé tutti questi modelli e propone in modo forte l’integrazione tra fede e vita.
Così scrivono i vescovi della Conferenza episcopale italiana nella loro nota sull’oratorio: “L’oratorio, che per definizione rimane uno strumento di animazione dei ragazzi e dei giovani, il cui metodo educativo li coinvolge a partire dai loro interessi e dai loro bisogni, inserendoli organicamente in un cammino comunitario, non può essere pensato e non deve costituire una realtà a sé stante, ma è un’espressione qualificata della pastorale giovanile di una comunità parrocchiale”.
Chiaramente perché un oratorio funzioni è necessaria la collaborazione di tutte le realtà ecclesiali, gruppi, associazion e movimenti ecclesiali, che anche nel contesto dell’oratorio sono chiamate ad offrire il loro peculiare contributo.
Ciascuno lavoro non per conto proprio, ma su mandato di una comunità che chiede di prendersi cura dell’educazione umana e cristiana dei giovani.
Sarebbe auspicabile anche nella nostra diocesi un coordinamento più efficace tra le varie realtà di oratorio presente e l’attività della pastorale giovanile.

Don Nicola Ban