Saper leggere i segni dei tempi

venerdì 26 febbraio 2016

Dal vangelo di Luca (13, 19)

In quello stesso tempo si presentarono alcuni a riferirgli il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere  insieme a quello dei loro sacrifici.  Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a  cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perché deve sfruttare il  terreno?”.  Ma quello gli rispose:  “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime.  Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”».

La conversione richiede una serie di atteggiamenti. Anzitutto la forza di affrontare la divisione che la scelta per il regno può comportare persino all’interno della famiglia (la fede è sempre una scelta molto personale).
Occorre poi saper leggere i “segni dei tempi” e fare di tutto per la riconciliazione. Decisivo, infine, è approfittare del tempo concesso al “fico sterile” dalla misericordia e dalla cura amorevole del Signore.

† Vescovo Carlo