Tessitori di fraternità

lunedì 5 ottobre 2020

Puntuale come sempre, alla ripresa autunnale delle attività pastorali, ecco arrivare l’ottobre missionario. Certo quest’anno il mese dedicato in particolare alla sensibilizzazione missionaria ci trova in un momento sociale ed ecclesiale particolare, mai visto a motivo dell’epidemia che stiamo affrontando. L’ottobre missionario di quest’anno si pone sulla scia del Mese Missionario Straordinario che abbiamo celebrato nel 2019. Il tema “Battezzati  Inviati”, che mirava a far riscoprire l’universalità della vocazione missionaria, ha il suo sviluppo nel tema di quest’anno: “Tessitori di fraternità”.

Ogni battezzato è chiamato a esprimere la bontà, la misericordia e l’amore di Dio per tutti gli uomini, prima di tutto attraverso un atteggiamento di accoglienza e uno stile di vita coerente basato sulla “fraternità”. Del resto in questo anno 2020, segnato della pandemia da Covid-19, non possiamo non tener conto anche delle fatiche e delle sofferenze provocate da questa emergenza sanitaria e soprattutto delle conseguenze relazionali e sociali del lungo periodo di isolamento a cui siamo stati sottoposti nel periodo del lockdown. L’isolamento forzato e la limitazione dei rapporti sociali che abbiamo vissuto ci spingono ad apprezzare ancora di più il dono di un’alterità, di una socialità, che diventa elemento indispensabile di ogni esperienza umana.

Nel suo Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale, Papa Francesco dopo aver sottolineato l’importanza dei rapporti sociali soprattutto in questo tempo di epidemia, ci ricorda che “La missione, la Chiesa in uscita non sono un programma, una intenzione da realizzare per sforzo di volontà. È Cristo che fa uscire la Chiesa da se stessa. Nella missione di annunciare il Vangelo, tu ti muovi perché lo Spirito ti spinge e ti porta”.

In questa riscoperta della “fraternità” non ci manca certamente l’ispirazione che ci viene dall’esperienza e dalla testimonianza dei nostri missionari che vivono la fraternità cristiana in mezzo a popoli e culture estremamente lontane e differenti, ma capaci di incontro e di comunione: don Michele Stevanato, Claudia Pontel, Ivana Cossar, don Aldo Vittor e poi tutti gli altri missionari originari della Diocesi e appartenenti a diverse Congregazioni e sparsi nel mondo. Di alcuni di essi “in pausa” dal loro impegno (Ivana, Claudia e don Aldo) abbiamo potuto godere in queste settimane, salutandoli e ascoltando le loro testimonianze. Proprio don Aldo di ritorno dal Messico mi riferiva che paradossalmente anche il lockdown è “un lusso”, perché chi non ha niente e vive in un’economia di sussistenza non può stare bloccato in casa, altrimenti morirebbe letteralmente di fame.

Il vescovo Carlo nella Lettera Pastorale appena pubblicata “La nube luminosa” dedica un passaggio significativo alla pastorale missionaria chiedendoci di non dimenticarci dei poveri del mondo:

“L’attenzione caritativa non può limitarsi ai “nostri”: in ogni parte del mondo ci sono da sempre i poveri. La nostra diocesi vede ancora la presenza in alcuni paesi di missionari e missionarie, che collaborano con le diocesi e la caritas locali, ed è in relazione da tempo con diverse Chiese sorelle, di cui spesso ospitiamo dei sacerdoti inviati dai loro vescovi per lo studio e per un’esperienza pastorale. Rapporti preziosi che possono essere utilizzati anche per esprimere la nostra fattiva vicinanza in questa particolare situazione, che accomuna ogni parte del mondo”.    

Per vivere bene questo ottobre missionario che desideriamo sia di “ripresa” e di incoraggiamento, abbiamo pensato a due appuntamenti, uno più spirituale e di preghiera e uno più culturale e di riflessione. Martedì 6 ottobre alle ore 20.10 a Monfalcone in Chiesa a San Nicolò, vivremo un tempo di Adorazione Eucaristica pregando per le Missioni, in particolare per le missioni diocesane e i missionari diocesani; sabato 17 ottobre alle ore 20.30 nella Chiesa parrocchiale di Lucinico (Gorizia), grazie alla collaborazione con EMI, proponiamo la drammatizzazione teatrale ispirata alla storia del Beato vescovo di Orano (Algeria) Pierre Claverie, martire del dialogo nel 1996.

Entrambi questi appuntamenti saranno vissuti nel rispetto dei distanziamenti inter-personali e delle norme di contenimento del virus Covid-19 (prenotazioni per lo spettacolo: centro missionario@arcidiocesi.gorizia.it)

A tutti e a ciascuno l’augurio di vivere bene questo ottobre missionario… per essere sempre più“Tessitori di fraternità”!

don Giulio Boldrin, direttore CMD