Un contributo diretto al sostegno alla Chiesa

mercoledì 11 aprile 2018

Di soldi, all’interno della Chiesa, si tende a parlare poco. In compenso, dall’esterno, quando si vuole attaccare la Chiesa, uno degli argomenti preferiti è proprio il denaro: la Chiesa è ricca, dovrebbe dare i suoi beni ai poveri, l’otto per mille poi…
Chi si trova invece ad avere a che fare con l’amministrazione di una parrocchia o di una diocesi, si rende conto che le cose stanno diversamente: c’è la necessità di manutenere immobili anche di notevole pregio artistico (le chiese, gli oratori, le canoniche); le attività di catechesi e di animazione dei giovani hanno bisogno di ambienti curati, puliti, riscaldati, ed anche di persone formate; le richieste di aiuto economico sono sempre più pressanti e urgenti…
Certo, i parrocchiani (spesso) si rendono conto del servizio e del ruolo della parrocchia, e quindi spontaneamente offrono il loro sostegno economico alla comunità di cui si sentono parte; ma l’ente diocesi, che pure offre un servizio negli ambiti della liturgia, catechesi e carità, per i fedeli probabilmente rimane lontano.
Non si conosce molto il ruolo che esso svolge, e forse si ignora che impiega nei suoi uffici del personale laico, che – come ogni lavoratore – ha diritto al suo salario. Gli uffici pastorali, la caritas, le missioni, ma anche l’archivio, la biblioteca, gli uffici amministrativi e dei beni culturali, la cancelleria e il tribunale ecclesiastico, sono tutti “uffici” che richiedono competenza e dedizione, e che devono essere mantenuti. Proprio a questo fine, il canone 1263 del Codice di Diritto Canonico prevede che “Il Vescovo diocesano ha il diritto, uditi il consiglio per gli affari economici e il consiglio presbiterale, d’imporre alle persone giuridiche pubbliche soggette al suo governo un contributo non eccessivo e proporzionato ai redditi di ciascuna, per le necessità della diocesi”.
Il nostro Arcivescovo ha promulgato recentemente (15 febbraio) un decreto relativo alla tassazione degli enti soggetti al suo controllo.
Questo decreto stabilisce che le parrocchie sono tenute a versare nelle casse della nostra Arcidiocesi il due percento delle loro entrate ordinarie, secondo quanto risulta dal rendiconto che annualmente le parrocchie inviano all’ufficio amministrativo diocesano.
Le entrate ordinarie sono costituite dalle elemosina che vengono raccolte durante le celebrazioni eucaristiche, dalle offerte in occasione di battesimi, matrimoni, funerali o benedizioni, e dalle altre offerte o entrate destinate al sostentamento della parrocchia.
Sono esclusi dalla tassazione i contributi di enti pubblici o privati (ad esempio i contributi regionali, comunali o di istituti di credito), le entrate che sono già state tassate secondo il tariffario promulgato il 22 giugno 2017 dallo stesso Arcivescovo (ad esempio i ricavi delle compravendite, che vengono tassati al cinque percento, o i lasciti e le eredità di beni mobili, tassati al dieci percento), ed ovviamente le collette imperate, già destinate ad altri scopi.
La tassazione del due percento sulle entrate ordinarie costituisce una novità per la nostra Arcidiocesi; non in quanto non ci fosse precedentemente una tassazione delle parrocchie, ma in quanto essa era calcolata in base al numero di abitanti. Si trattava del FOD (Fondo Opere Diocesane), che era applicato nella misura di € 0,13 per abitante della parrocchia. La nuova forma di tassazione vuole essere quindi più equa, applicandosi alle reali entrate permettendo ai fedeli di contribuire direttamente al sostegno della Chiesa diocesana.

don Stefano Goina
Vicario episcopale per l’economia

 

DECRETO

Considerato che la Chiesa diocesana per provvedere alla sua missione evangelizzatrice e caritativa ha bisogno anche di risorse economiche, che possono essere richieste alle persone giuridiche pubbliche soggette al vescovo diocesano;
visto il can. 1263;
udito il Consiglio Diocesano per gli Affari Economici nella seduta del 5 ottobre 2017;
udito il Consiglio Presbiterale – assemblea del Clero nella seduta del 25 gennaio 2018;
con il presente decreto stabilisco:

a) Tutte le persone giuridiche pubbliche soggette al vescovo sono tenute a contribuire alle necessità della diocesi con un tributo ordinario pari al 2% (due per cento) delle loro entrate ordinarie, in sostituzione dell’attuale contribuzione (Fondo Opere Diocesane);

b) Le entrate ordinarie sono quelle che risultano dal rendiconto di ciascuna persona giuridica pubblica presentato annualmente all’Ordinario diocesano. Non rientrano tra queste entrate: i contributi di enti pubblici e privati; donazioni, eredità, legati se già tassati come dal decreto in data 22 giugno 2017 (Prot. 765/2017-Can) del nuovo Tariffario dell’Arcidiocesi di Gorizia;

c) Qualora la persona giuridica pubblica non adempisse all’obbligo di presentazione del rendiconto annuale e/o di pagamento del tributo, in via straordinaria, questo verrà calcolato secondo l’aliquota dell’0,80 centesimi per abitante.

Gorizia, 15 febbraio 2018
+ Carlo Roberto Maria Redaelli

Nuovo Tariffario

Visto il can. 1264, n. 1 del Codice di Diritto Canonico;
Vista la delibera dell’Assemblea dei Vescovi della Regione Ecclesiastica Triveneta nella sessione del 10 gennaio 2017;
Vista l’approvazione “ad quinquennium” della Congregazione per il Clero con Rescritto del 18 febbraio 2017, Prot. N. 20170573;
PROMULGA
il nuovo “TARIFFARIO” per l’Arcidiocesi di Gorizia, quale risulta dal testo allegato al presente Decreto. Esso entrerà in vigore in data odierna.

Gorizia, 22 giugno 2017

+ Carlo Roberto Maria Redaelli

TARIFFARIO

1. ENTI ECCLESIASTICI

– Atti di straordinaria amministrazione
a) donazioni, eredità, legati in beni mobili; 10% sul valore
b) donazioni, eredità, legati in beni immobili: 5% sul valore (qualora il bene venga alienato entro cinque anni dal perfezionamento dell’accettazione, dalla tassa di alienazione verrà detratta la tassa già corrisposta in occasione dell’accettazione)
c) alienazioni, permute con conguaglio: 5% sul valore

licenze per operazioni e atti onerosi: 50,00 euro

– Atti di straordinaria amministrazione posti dall’I.D.S.C.
a) per acquisti a titolo gratuito (donazioni, eredità, lasciti): 15% sul valore
b) per alienazioni o permute con conguaglio: 50,00 €

2. MATRIMONIALIA

– Pratica istruttoria del matrimonio: 10,00 euro
– Dispensa dalle pubblicazioni : 10,00 euro
– Celebrazione senza pubblicazioni civili: 10,00 euro
– Atti relativi a dispense o impedimenti : 10,00 euro

3. ARCHIVIO CURIALE

O PARROCCHIALE
– Copia di atti di anagrafe canonica: 3,00 euro
– Copia di documenti d’archivio, per ogni pagina: 1,00 euro
– Certificati di natura storica e ricerche genealogiche: 50,00 euro

4. Varie
– Pratiche per Verifica Interesse Culturale (V.I.C.): 100,00 euro

 

I file dei decreti

Decreto_Tariffario_Diocesi_22.06.2017

Decreto_TributoOrdinario_2%