Sabato 13 marzo le esequie di don Boscarol

mercoledì 10 marzo 2021

Le esequie di don Lorenzo Boscarol avranno luogo sabato 13 marzo alle ore 15 nella chiesa di San Lorenzo a Ronchi. Il sacerdote farà ritorno nella sua città natale dall’ospedale Cattinara di Trieste già venerdì 12 marzo. Alle ore 14, la salma verrà accolta nella chiesa di S. Stefano a Vermegliano – frazione nativa del sacerdote – dove sarà possibile un breve saluto personale a don Renzo. Alle ore 20, si terrà la veglia di preghiera. Sarà possibile portare il proprio commiato in maniera ordinata e contingentata fino alle 21.30.

Il giorno dopo, sabato 13 marzo, alle ore 8.30 il feretro del parroco verrà traslato nella chiesa parrocchiale di San Lorenzo. Sarà possibile portare il personale saluto al sacerdote fino alle ore 13. Dalle ore 13 alle 14, l’edificio sacro resterà chiuso per permettere le operazioni di sanificazione e di preparazione della celebrazione funebre.

Sarà possibile accedere alla celebrazione solo con pass d’ingresso. Si invita quindi a seguire la Santa Messa in diretta streaming sul canale You Tube chiesadigorizia.it. 

Alle ore 15, sarà celebrata la S. Messa esequiale al termine della quale don Renzo verrà accompagnato e sepolto nella tomba dei sacerdoti di Ronchi al cimitero comunale. Tutte le offerte raccolte saranno destinate alle opere parrocchiali e alla Caritas San Lorenzo come da desiderio di don Renzo.

 

È spirato all’alba di domenica 7 marzo 2021 nell’ospedale di Trieste, dove era ricoverato da alcune settimane a seguito delle conseguenze dell’infezione da Covid-19, il sacerdote diocesano don Lorenzo Boscarol.

Don Boscarol era nato a Ronchi il 3 settembre 1944.

Dopo avere frequentato il seminario diocesano, aveva ricevuto l’ordinazione sacerdotale il 1° settembre 1968 nella basilica di Aquileia dalle mani dell’Arcivescovo mons. Pietro Cocolin.

Il primo incarico pastorale lo svolse quale vicario cooperatore a S. Ignazio a Gorizia, occupandosi quale viceassistente diocesano anche del settore Giovani di Azione Cattolica.

Nell’agosto 1972 venne nominato Segretario e nel maggio 1975 Prodirettore dell’Ufficio pastorale diocesano.

Il 3 novembre 1977 l’arcivescovo Cocolin lo destinò quale cooperatore nella parrocchia di S. Anna a Gorizia.

Il 30 dicembre 1978 iniziò ufficialmente il suo mandato quale direttore del Settimanale diocesano “Voce Isontina”, al quale collaborava però attivamente sin dai tempi del seminario. Contestualmente giunse anche la nomina ad Addetto stampa della Curia diocesana.

Negli anni della sua direzione (proseguita per oltre quattro lustri, avendo accanto come vicedirettore lo scrittore e poeta Celso Macor e come presidente del Consiglio di amministrazione Arnolfo DeVittor e conclusa il 31 agosto 1998), “Voce Isontina” divenne – grazie anche ad un notevole adeguamento tecnologico – ancora di più un preciso riferimento per l’intera Chiesa diocesana; il potenziamento delle redazioni locali permise un’attenzione del tutto particolare alla vita dei vari decanati e delle comunità locali. Grazie anche al suo impegno ed alla sua capacità di accoglienza, Voce Isontina ha saputo essere fucina per tanti giovani che nelle stanze della redazione in via Arcivescovado prima ed in via Seminario poi hanno compiuto il percorso per iscriversi di formazione necessario per iscriversi all’Ordine dei giornalisti.

In quegli anni, don Boscarol ricoprì incarichi anche nella Commissione triveneta per le comunicazioni sociali e nella Federazione italiana dei settimanali cattolici, di cui fu anche Consigliere nazionale.

Il suo modo di intendere e vivere il giornalismo traeva riferimento da quanto indicato dai Padri del Vaticano II nella “Inter mirifica” risultando non un qualcosa “di aggiunto” ma parte fondamentale di quell’ “Eccomi!” pronunciato quale risposta alla chiamata del Maestro più di mezzo secolo or sono. Un giornalismo vissuto “con la schiena diritta” come lui stesso amava spesso sottolineare: un fare informazione a 360° gradi che non aveva timore di “farsi denuncia” in modo particolare nei riguardi di una certa politica vissuta non come espressione di servizio all’uomo ed al bene comune ma per il proprio tornaconto personale.

Il 1° ottobre 1987, l’arcivescovo Bommarco lo scelse quale direttore dell’Ufficio pastorale diocesano e, quattro anni dopo, nell’ottobre 1991, anche quale Assistente dell’Azione cattolica diocesana, incarico che mantenne sino al 2017. Nel maggio 1992 fu responsabile per l’Arcidiocesi di Gorizia dell’Ufficio stampa organizzato in occasione della visita di Giovanni Paolo II. È stato a lungo anche componente della Commissione diocesana per l’insegnamento della Religione cattolica.

A seguito dell’improvvisa scomparsa dell’arciprete di Ronchi, mons. Mario Virgulin, nel novembre 2000, don Boscarol venne nominato dall’arcivescovo De Antoni amministratore parrocchiale della parrocchia dei Ss. Lorenzo e Domenica, per assumere quindi la responsabilità piena della stessa parrocchia il 12 settembre 2001. Il 14 luglio 2009 veniva incaricato, quale amministratore parrocchiale, del servizio pastorale anche nella parrocchia di Santo Stefano in Vermegliano a Ronchi.

Sempre convinto partecipe ai momenti di vita diocesana, dal 2013 al 2018 fu decano del decanato di Duino – Monfalcone – Ronchi e dal 2001 al 2016 anche membro del Collegio dei consultori diocesano; dall’ottobre 2017 è stato Direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro.

Dal dicembre 2016 al settembre 2018, gli venne affidata la responsabilità di amministratore parrocchiale anche di Fogliano e Redipuglia.

A lungo insegnante nelle scuole della città di Gorizia (ed in particolare nell’allora Scuola media “Favetti”), in ambito culturale ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità nell’Istituto per gli incontri culturali mitteleuropei, nel centro studi “Senatore Rizzatti” (della cui rivista “Iniziativa Isontina” era anche attualmente direttore e di cui è stato riferimento fondamentale nell’ultimo mezzo secolo), nell’Istituto di storia sociale e religiosa. È stato anche direttore della rivista “Borc San Roc” edita dal Centro per la conservazione e la valorizzazione delle tradizioni popolari di Borgo San Rocco ed ha seguito e curato anche tante pubblicazioni di parrocchie ed associazioni culturali sparse sul territorio della diocesi. Significativa la sua partecipazione all’associazione “Concordia et Pax” e l’impegno a lungo condotto in prima persona nella realizzazione dell’annuale pellegrinaggio delle diocesi di Gorizia e Koper a Monte Santo – Svetagora.